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Dove finisce il 5 per mille

Pubblicato
1 Giugno '16
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Un’analisi del 5 per mille, operazione attraverso la quale destiniamo una quota dell’imposta IRPEF per dare sostegno ad associazioni che svolgono attività socialmente rilevanti (volontariato, ricerca scientifica/sanitaria ecc.) restituisce una mappatura interessante del tessuto associativo del paese.

Dai dati 2014, pubblicati dall’Agenzia delle entrate, più di 50mila associazioni sparse su tutto il territorio italiano beneficiano di queste donazioni ma, dato l’elevato numero di beneficiari, è interessante capire quali hanno avuto la fortuna di ricevere maggiori finanziamenti.

Sul podio troviamo l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro con sede a Milano (euro totali 66.152.917, numero  donatori  1.697.983), seguita dalla nota Emergency (euro totali  13.896.002, numero donatori 398.186) sempre con sede a Milano e la Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro con sede a Candiolo (TO) (euro totali 10.027.029, numero donatori 241.617). Nella Tabella sottostante presentiamo la “top-ten” delle associazioni che ricevono maggiori introiti grazie al 5 per mille con i rispettivi valori in euro.

Di seguito, invece, riportiamo una mappa interattiva che permette di conoscere quali sono le tre associazioni che hanno ottenuto maggior successo a livello provinciale.

Anche se spesso nelle prime posizioni si collocano i “grandi nomi” del volontariato, ciò non toglie che anche associazioni più piccole e meno conosciute possano ricavare grandi benefici dal 5 per mille.

Se si sposta lo sguardo sui valori pro-capite, infatti, nelle prime posizioni non troviamo più i “grandi marchi” della ricerca ma, bensì, associazioni meno conosciute, con un numero esiguo di donatori molto generosi ed interessati alla causa di cui la medesima associazione è promotrice. Esempi sono: l’Associazione sportiva dilettantistica Virtus Don Bosco che, con solamente 2 donatori, riceve  11.978 euro (sede Graffignana (LO)) seguita da un’altra unione sportiva U.S. Junior Jesina Libertas (sede Jesi (AN)) e dalla Fondazione Famiglia Legler (sede Brembate di Sopra (BG)).

Occupandoci ora degli oltre 8000 comuni italiani, offriamo una seconda mappa che mostra quali sono i comuni in cui le associazioni riescono a raccogliere di più a livello pro-capite. Il dato è una proxy della propensione alla donazione  (molto correlata al reddito e al senso civico) dei territori anche se andrebbe depurato del dato relativo alle grandi associazioni che condiziona i risultati dei comuni dove queste hanno sede (ad es. Milano e Roma).

In testa ci sono: Lajatico in provincia di Pisa con 761 euro pro-capite, Proves in provincia di Bolzano  (519 euro pro-capite) e Pratella in provincia di Caserta (289 euro pro-capite).

Ponendo invece l’attenzione sui capoluoghi di provincia, è Pavia che vince su tutti (le associazioni locali raccolgono a livello pro-capite 48 euro), seguita da Padova ed Urbino (44 euro). Nelle ultime posizioni troviamo il Sud: in primo luogo perchè i redditi sono più bassi, in secondo luogo le opzioni del 5 per mille sono minori e infine il tessuto associativo è più debole. Nelle ultime posizioni vi sono le associazioni dei capoluoghi di provincia Andria, Teramo, Frosinone ed Enna, che ricevono rispettivamente 22, 22, 21 e 19 euro a testa.

Proseguendo nella nostra analisi offriamo un grafico rappresentante il numero di associazioni a cui viene destinato il 5 per mille su base regionale.
Come è evidente la Lombardia spicca su tutti con 10.125 associazioni, seguita da Piemonte e Veneto con, rispettivamente, 4.902 e 4.422 associazioni. Fanalino di coda è la Valle d’Aosta con 272 beneficiari.

Addentrandoci a livello comunale, una terza mappa interattiva, indica il numero di associazioni alle quali è stata destinata una quota dell’IRPEF sempre nel 2014.
Come ci si può attendere, i 2 comuni con un numero più alto di associazioni sono Roma (2.482 beneficiari) e Milano (1.576 beneficiari).

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