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Il barometro della fiducia 2020

Pubblicato
24 Gennaio '21
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La dashboard che monitora la percezione di consumatori e imprese sulla situazione economica italiana

Quali sono le opinioni, i giudizi e le aspettative di consumatori e imprese sulla situazione economica del Paese e come variano nel tempo? Aggiornato mensilmente sulla base dei dati Istat, il barometro della fiducia mostra i valori e le componenti di due indici di riferimento – fiducia dei consumatori e fiducia delle imprese, il loro andamento dal 2005 e la loro variazione rispetto al mese precedente.

Di seguito l’analisi dell’andamento della fiducia di consumatori e imprese nel 2020 e i nuovi dati relativi a gennaio 2021.

Fiducia e Covid-19: il bilancio del 2020

Nel corso del 2020, il clima di fiducia di consumatori e imprese ha risentito fortemente dell’epidemia di Covid-19, seguendone in maniera evidente l’andamento.

Se a gennaio e febbraio i due indici registravano valori in linea con quelli del 2019, con l’inizio della prima ondata che ha paralizzato il Paese la fiducia dei consumatori e quella delle imprese sono crollate, registrando a marzo rispettivamente -9,1% e -19,7% rispetto al mese precedente. I due indicatori hanno proseguito la caduta libera fino a maggio, quando la fiducia dei consumatori ha registrato un punteggio di 92,6 (-17,3% rispetto a gennaio) e quelle delle imprese di 53,7 (-45,3% rispetto a gennaio).

La tregua concessa dal virus con l’inizio dell’estate si è rispecchiata sulla percezione di famiglie e imprese. A giugno le curve della fiducia dei consumatori e delle imprese hanno ricominciato a salire, raggiungendo il picco rispettivamente a settembre (consumatori a 103,7 punti) e ottobre (imprese a 92,5 punti).

La ripartenza del Covid-19 ha influenzato ancora una volta la percezione delle famiglie e delle aziende – anche se in maniera più contenuta rispetto a quanto accaduto nella prima ondata -, portando i due indici a calare nuovamente a novembre (96,0 per i consumatori e 83,2 per le imprese).

Infine, la temporanea riapertura delle attività nel mese di dicembre in vista delle spese natalizie ha fatto risalire le due curve (+5,3% per i consumatori e +5,4% per le imprese rispetto a novembre). In chiusura d’anno, il clima di fiducia dei consumatori si attesta dunque a 101,1, mentre quello delle imprese registra un punteggio di 87,7.

Complessivamente, il clima di incertezza dovuto alla pandemia ha influenzato in maniera maggiore le imprese, la cui fiducia sulla situazione presente e futura del Paese è drasticamente calata, raggiungendo il minimo storico a maggio 2020.

Il dettaglio 2020 dei consumatori

Le due componenti del clima di fiducia dei consumatori – clima economico e clima personale – hanno seguito l’andamento della curva generale, anche se con intensità differenziate. A registrare i valori più bassi nel corso dell’anno è stato il clima economico, che raccoglie i giudizi e le attese dei consumatori sulla situazione economica dell’Italia e sulla disoccupazione.

Il clima personale ha registrato invece un andamento più costante. Rispetto alla percezione della situazione generale del Paese, dunque, gli italiani si sono mostrati leggermente più ottimisti sulla propria situazione personale e sulle opportunità familiari di risparmio e di acquisto di beni durevoli.

Il dettaglio 2020 delle imprese

Guardando alle imprese, dei quattro settori che compongono l’indice generale, quello che ha risentito di più dell’influenza della pandemia nel corso del 2020 è il settore dei servizi di mercato. A maggio, le imprese d’ambito hanno infatti raggiunto il minimo storico di 39,1 punti (-60,3% rispetto a gennaio), per poi risalire a 88,4 nel mese di settembre.

Valori leggermente migliori invece per le imprese del commercio e quelle manifatturiere. Nel mese di maggio – il più critico per tutte le componenti – i due settori hanno registrato rispettivamente un clima di fiducia di 68,7 e 72,8 punti, per poi risalire in maniera costante fino a ottobre.

Decisamente migliore invece la performance del clima di fiducia del settore delle costruzioni, che ha seguito l’andamento complessivo di tutti gli altri indici, ma ha registrato flessioni meno brusche.

Come si apre il 2021?

Rispetto al mese di dicembre, a gennaio 2021 si registra un leggero calo dell’indice generale della fiducia dei consumatori (da 101,1 a 100,7), mentre la fiducia complessiva delle imprese aumenta lievemente (da 87,7 a 87,9).

Per quanto riguarda le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori, a subire il calo maggiore è il clima personale, che passa dai 107,0 punti di dicembre ai 106,5 di gennaio. Più stabile invece il clima economico, che registra un calo del solo 0,1%, attestandosi a 83,4 punti.

A influenzare negativamente la fiducia degli italiani sono soprattutto le attese sulla disoccupazione e le opportunità di risparmio attuali e future. Migliorano invece la percezione delle opportunità di acquisto di beni durevoli e le attese sulla situazione economica del Paese.

Guardando alle imprese, peggiorano gli indici di fiducia delle imprese manifatturiere (da 96,0 a 95,1) e del commercio al dettaglio (da 88,2 a 87,9), influenzati in particolare dai giudizi sulle scorte di prodotti e dalle aspettative sulla produzione (imprese manifatturiere) e dai giudizi sulle vendite e dall’aumento del saldo delle scorte di magazzino (commercio al dettaglio).

Registrano invece un aumento l’indice delle costruzioni (da 136,0 a 138,0) – con particolare miglioramento delle attese sull’occupazione – e quello dei servizi di mercato (da 78,4 a 82,0).